martedì 20 marzo 2007

Le torte tonde (...e bianche) delle feste

Festeggiare i compleanni è un'usanza antica; nel Vecchio Testamento troviamo un personaggio bibblico che festeggia il "suo giorno", e lo facevano anche gli egizi. La tradizione di farlo con una torta è persiana; i persiani in particolare, accostano l'impiego dei dolci, a varie cerimonie religiose. Ancora oggi in Iran, ai funerali si consumano dolci tipici preparati per l'occasione.



Anche la torta di compleanno, tonda e bianca, con su delle candele accese, presso i greci antichi, aveva un significato religioso; più precisamente un atto di devozione alla luna, che una torta così concepita, nella sua forma, colore ed illuminazione, rappresentava.

Al giorno d'oggi in occidente, il bianco è diventato il colore quasi esclusivo del matrimonio e dei suoi accessori; pertanto solo le torte nunziali osservano ancora quasi per intero il rito lunare ancestrale dal quale originano le torte da cerimonia.

Mancano però le candeline accese che in una torta similare sembrerebbero fuori posto...eppure era proprio quel dato, e non la rotondità della torta nunziale (come lessi in un sito di organizzazione matrimoni tempo fa) a portare fortuna agli sposi ed alla loro famiglia d'origine e futura.
Ad una mia parente impegnata nell'organizzazione del proprio matrimonio, fu detto che in quel periodo della sua vita, fino a dopo il matrimonio, avrebbe dovuto aspettarsi, lei, il suo futuro sposo, e le rispettive famiglie, l'accadere di tre disavventure; una più grave tipo un incidente medico, e le altre due più lievi,magari di tipo economico.

Verificare la veridicità di tali affermazioni ha poca importanza; curioso è però notare, come spiegherò meglio nel seguente post sulle Candeline (che in effetti è precedente a questo) che in tempi remoti, si accendessero delle candele durante un convegno festoso di persone, onde tenere lontani gli spiriti maligni attratti dai lieti eventi riguardanti gli esseri umani.

Bibliografia: Desmond Morris, Il bambino; tutti i perchè, Mondadori, 1993

1 commento:

marta ha detto...

Ecco, più o meno, il commento che avevo scritto ieri:
(oltre ai complimenti per il blog)
Il sottotitolo del tuo blog ("arrivano da lontano...") mi fa pensare alle teorie che portiamo avanti (in particolare il mio Prof) circa il rapporto tra "modernità" e "tradizione": siamo educati a pensare che le tradizioni siano cose congelate da qualche parte nel passato, che possiamo guardare, toccare e scongelare se ci va, cioè per folklore o per chiudersi nelle reazionarie costruzioni di identità (vedi la volontà di richiamo alle radici cristiane nella costituzione europea). Le cosiddette tradizioni, invece, sono costantemente riprese e reinterpretate da noi (nelle torte e nelle feste di cui parli tu, o nella famiglia allargata del bacino mediterraneo, che esiste ancora, anche se non necessariamente le persone vogliono passare per il rito del matrimonio). Le "tradizioni" diventano quindi contemporanee a noi. Pensando a questo, anche il concetto di società "arretrate" viene messo in dubbio, come la distinzione tra "modernità" europea e "tradizione" dell'altrove.
scusa per la lunghezza e seriosità!
PS belllissime torte. gli alpinisti sono da impazzire!